LEURS ENFANTS APRÈS EUX - SPECIALE VENEZIA 81
L’odio porta odio, la violenza causa violenza, di generazione in generazione è come un gene che viene tramandato da padre in figlio ed i figli ancora dopo di loro.
Leurs enfants après eux appare come un semplice coming of age che narra di alcune estati del protagonista Anthony (Paul Kircher), dei suoi amori, delle sue amicizie, di suo padre e di sua madre, in una cittadella rurale della periferia francese in cui (apparentemente) non succede mai nulla.
Sarà una motocicletta rubata a scatenare un escalation di odio, pregiudizi, incomunicabilità e violenza tra sentimenti di razzismo dovuti alla rabbia, l’insicurezza e la solitudine dei personaggi; In un’atmosfera evocativa che richiama i grandi cineasti europei a metà tra il realismo di Ladri di biciclette e la potenza di Figli della violenza.
Leurs enfants après eux appare come un semplice coming of age che narra di alcune estati del protagonista Anthony (Paul Kircher), dei suoi amori, delle sue amicizie, di suo padre e di sua madre, in una cittadella rurale della periferia francese in cui (apparentemente) non succede mai nulla.
Sarà una motocicletta rubata a scatenare un escalation di odio, pregiudizi, incomunicabilità e violenza tra sentimenti di razzismo dovuti alla rabbia, l’insicurezza e la solitudine dei personaggi; In un’atmosfera evocativa che richiama i grandi cineasti europei a metà tra il realismo di Ladri di biciclette e la potenza di Figli della violenza.
I giovanissimi fratelli gemelli Ludovic e Zoran Boukherma traspongono la storia dell’omonimo romanzo dello scrittore Nicolas Mathieu, impreziosendola attraverso uno stile di regia incontrollabile: picchi drammatici, situazioni da gangster movie, inquadrature alla Sergio Leone con tanto di musiche che rimandano al western, fino ad arrivare a momenti di alta tensione degni di un thriller. In questo film c’è tutto, i due registi sono in grado di creare phatos, di rendere credibili ed umani tutti i caratteri riuscendo a far empatizzare persino con chi dovrebbe essere il cattivo della storia.
Laddove nessuno è mai davvero cattivo, e nessuno è mai davvero buono, finché forse un giorno quella catena d’odio si spezzerà, ma non prima di diventare (purtroppo) adulti.
Di Simona Rurale
Laddove nessuno è mai davvero cattivo, e nessuno è mai davvero buono, finché forse un giorno quella catena d’odio si spezzerà, ma non prima di diventare (purtroppo) adulti.
Di Simona Rurale