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LOVE LIES BLEEDING

RECENSIONE

LOVE LIES BLEEDING

​Dove saresti disposto a spingerti per amore? Quanto la tua mente e (in questo caso soprattutto) il tuo corpo è disposto a mutare per amore? Rose Glass dopo Saint Maud torna a toccare il genere, questa volta giocando con i cliché e gli stereotipi del filone legato al machismo degli anni ‘70-’80, realizzando un thriller, un gangster movie, un western, un fantasy ribaltando continuamente le aspettative e gli stereotipi del caso con incursioni e stravolgimenti imprevedibili che ricordano un moderno Cuore Selvaggio (con le dovute distanze).
​
Kristen Stewart non è mai stata così tanto nella parte, capace di trascinare e coinvolgere lo spettatore attraverso il personaggio di Lou, la dipendente di una palestra nella quale incontra la culturista Jacky (Katy O’Bryan), e nella quale sboccerà un amore in grado di piegare la realtà e portarsi con sé una scia di passione, ma anche di violenza e morte.
Picture
​Love Lies Bleeding è un film appassionante e appassionato, nella quale i veri protagonisti sono i corpi e la carne, ma al contrario dei film macisti anni ‘70-’80 abbiamo i corpi statuari e gli sguardi vuayeristici delle figure femminili: che desiderano quei corpi, li possiedono sessualmente, che godono, che mutano e che sanguinano. E tutto quello che fa muovere questi corpi, secondo la regista Rose Glass è, banalmente, l’amore (o ciò che si crede tale). Come quello di un padre verso la figlia del personaggio di Ed Harris, un trafficante d’armi spietato che sente l’odore di sangue e di morte anche da lontano, o quello violento e castrante di un marito (Dave Franco) verso la moglie Jena Malone, la quale crederà fino alla fine che sia tutto normale), o ancora quello furioso e fantastico di due donne disposte a tutto pur di stare l’una con l’altra.

Sempre sull’orlo dell’eccesso e del grottesco ma sempre consapevole e capace di calibrarsi, coraggioso e vitale: Love Lies Bleeding non è un film che mette a proprio agio tra sesso, sangue, lirismi ed esagerazioni controllate, di certo non lascerà indifferenti.

​Di Simona Rurale

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