MAESTRO - SPECIALE VENEZIA 80
A Bradley Cooper non mancano di certo le ambizioni e l’amore per ciò che fa. Maestro è pieno di passione verso il cinema e nei confronti di Leonard Bernstein, ma la pellicola di Cooper non riesce mai nei suoi intenti, non ha alcuna forza nello descrivere l’omosessualità repressa di un’artista del Novecento, e non provoca alcun interesse da parte dello spettatore verso la produzione musicale di Bernstein.
Maestro è basato sulla relazione tra il compositore (interpretato da Cooper stesso) e Felicia Montealegre (Carey Mulligan). Il film è interamente costruito sul rapporto della coppia, rapporto travagliato, causa l’infedeltà di Bernstein che sin dal principio della pellicola ha un’attrazione verso il corpo maschile.
Cooper è appassionato di Bernstein, ama ciò che sta raccontando e come lo sta facendo, ma è tutto confinato ad un piacere personale del regista. Il film non ha contesto politico, non denuncia un America omofoba e repressiva, anzi è accomodante nei confronti della vita dell’artista che sembra non soffrire mai davvero di una situazione limitante, il suo contrasto è sempre causato dal rapporto personale con Felicia e mai con la società.
Maestro è basato sulla relazione tra il compositore (interpretato da Cooper stesso) e Felicia Montealegre (Carey Mulligan). Il film è interamente costruito sul rapporto della coppia, rapporto travagliato, causa l’infedeltà di Bernstein che sin dal principio della pellicola ha un’attrazione verso il corpo maschile.
Cooper è appassionato di Bernstein, ama ciò che sta raccontando e come lo sta facendo, ma è tutto confinato ad un piacere personale del regista. Il film non ha contesto politico, non denuncia un America omofoba e repressiva, anzi è accomodante nei confronti della vita dell’artista che sembra non soffrire mai davvero di una situazione limitante, il suo contrasto è sempre causato dal rapporto personale con Felicia e mai con la società.
Maestro non cerca di raccontare nemmeno l’altro lato della medaglia di Bernstein, quello lavorativo. La sua produzione non viene approfondita o analizzata a fondo, Cooper si limita a mostrare Bernstein mentre dirige la sua orchestra (con enfasi stucchevole sulla propria interpretazione) ma non costruisce mai un evoluzione della musica del compositore.
Gli intenti di Maestro risultano sconosciuti. Un ottimo esercizio stilistico da parte di Cooper, che mostra una buona mano nella regia della pellicola e fa risaltare le interpretazioni di tutti gli attori. Ma l’opera non appassiona lo spettatore a Leonard Bernstein, l’amore che Cooper prova verso la sua storia non è mai trasmesso, il film risulta vuoto e privo della forza sociale che la vita del compositore potenzialmente aveva.
DI Saverio Lunare
Gli intenti di Maestro risultano sconosciuti. Un ottimo esercizio stilistico da parte di Cooper, che mostra una buona mano nella regia della pellicola e fa risaltare le interpretazioni di tutti gli attori. Ma l’opera non appassiona lo spettatore a Leonard Bernstein, l’amore che Cooper prova verso la sua storia non è mai trasmesso, il film risulta vuoto e privo della forza sociale che la vita del compositore potenzialmente aveva.
DI Saverio Lunare