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OMEN - L'ORIGINE DEL PRESAGIO

RECENSIONE

OMEN - L'ORIGINE DEL PRESAGIO

​Quando la Monkeypaw di Jordan Peele ha dato in mano a Nia DaCosta Candyman (2021), la scelta ha premiato e ha fatto scuola. Il film ha modernizzato l’universo Candyman, ed è riuscito nel suo intento di servirsi del prodotto per parlare di rappresentazione e diritti degli afroamericani.
La Phantom Four ha assorbito questo insegnamento, e la scelta di consegnare ad Arkasha Stevenson il prequel di Omen si è rivelata vincente.
Margaret (Nell Tiger Free) è una giovane ragazza americana spedita a Roma per conseguire i voti, mettendosi al servizio della Chiesa.

Ma nell’orfanotrofio dove svolge il suo servizio, iniziano ad accadere strani eventi intorno a Carlita (Nicole Sorace) una bambina apparentemente problematica. Presto Margaret verrà a conoscenza dei piani della Chiesa, pronta a far di tutto pur di riavvicinare più fedeli possibili.
​
Le idee brillanti in Omen - L’origine del presagio sono molte, a partire dal contesto storico in cui viene ambientata la narrazione. Subito dopo i moti rivoluzionari del ‘68, la Chiesa necessita di riacquisire uno status, e come sempre, si serve della paura, di quel sentimento più naturale che porta l’essere umano ad affidarsi cecamente in un'istituzione.
Picture
​Inoltre il film pur con un’ambientazione italiana parla con coraggio degli USA, con il suo attuale difficoltoso rapporto con i diritti sull’aborto, risulta di vero impatto la descrizione del corpo femminile come strumento per secondi fini, come mezzo da sempre sfruttato per i propri interessi. La cosa più forte del film, però, non è il discorso sociale, ma come questo viene messo in scena dalla Stevenson, con mano incredibilmente sapiente per un’esordiente.

La giovane regista, sembra sentirsi sempre a proprio agio nel genere, e unendo una fantasia visiva ad un grande spirito cinefilo (con continui rimandi ad horror che hanno fatto la storia) riesce a realizzare un prequel dalla grande fattura.
Il film, stretto parente editoriale del film di Nia DaCosta, non soltanto ci consegna un eccellente horror, ma permette di mettere in mostra una giovane regista ricca di talento.
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Se è proprio necessario riprendere dei prodotti passati, per quello spirito nostalgico degli amanti del genere, e non si è sempre pronti a rischiare con nuovi mondi e nuove idee, se è proprio necessario Omen - l’origine del male è il modo giusto di farlo.

​Di Saverio Lunare

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