POOR THINGS - SPECIALE VENEZIA 80
Surreale, grottesco, dadaista e più all’avanguardia che mai. Quanta creatività e quanta fantasia sprigiona il nuovo film di Yorgos Lanthimos, presentato in concorso all’80esima edizione del Festival di Venezia. Siamo in un Ottocento dai colori sgargianti, dagli abiti barocchi, dai cieli viola, c’è un bulldog con le zampe di oca e un’oca con le zampe di bulldog, e poi c’è lei: Bella Bugster (Emma Stone); Il corpo è quello di una bellissima donna ma il cervello è quello di una bambina. Lei è il risultato dell’ultima creazione di Dr. Godwin Baxter (Willem Dafoe), lo scienziato che si rivela essere una figura paterna. Bella non è mai uscita di casa, si aggira come una piccola peste, maldestra e barcollante mentre lo scienziato Max McCandles (Ramy Youssef) è incaricato di supervisionare la sua crescita fisica e mentale (che aumenta esponenzialmente di giorno in giorno).
La tetra casa del Dr. Godwin Baxter diverrà una prigione per la curiosa Bella Baxter che presto sentirà l’esigenza di esplorare il mondo esterno a lei da sempre precluso. Il bianco e nero della reggia si trasforma in paesaggi ottocenteschi dai colori pastello e architetture che sembrano uscite da un film di Tim Burton in versione steampunk.
La tetra casa del Dr. Godwin Baxter diverrà una prigione per la curiosa Bella Baxter che presto sentirà l’esigenza di esplorare il mondo esterno a lei da sempre precluso. Il bianco e nero della reggia si trasforma in paesaggi ottocenteschi dai colori pastello e architetture che sembrano uscite da un film di Tim Burton in versione steampunk.
Bella è stata cresciuta dalla razionalità di uno scienziato, non conosce le regole del buon costume, non sa cos’è l’empatia e le emozioni legate alla sfera sociale da cui è sempre stata estranea. Da sempre le è stato detto che il mondo è un posto pericoloso e inaccessibile. Così il corpo di un' adulta con la mente di una bambina (quindi slegata dalle regole sociali) è utile per fare uscire le contraddizioni e le ipocrisie della nostra società. Bella è goffa, è scomposta, e i suoi movimenti sono scoordinati ma è libera dalle gabbie sociali.
Quando il suo viaggio incomincia come prima cosa scopre la natura animalesca dell’essere umano, gli istinti primordiali del piacere della carne che per lei non sono assolutamente un taboo, anzi, si domanda perché tutte le persone intorno a lei li reprimano. Perché non si può parlare di sesso in pubblico? Perché la prostituzione volontaria è sbagliata? Perché una donna che vende il proprio corpo non può decidere lei stessa con che cliente andare?
“Vuoi sposarmi o vuoi uccidermi?” è ciò che domanda Bella ad uno degli uomini sulla sua strada. Gli uomini che Bella incontra durante la sua avventura se prima pensano di poterla sfruttare (dati i suoi comportamenti infantili), rimangono sopraffatti e sottomessi. Resi folli, messi in crisi, smascherati per quello che sono: delle povere creature represse dalla società che loro stessi - in quanto uomini schiavi delle convenzioni sociali - hanno creato.
Le vere povere creature nel film sono proprio loro, coloro che non sono in grado di immaginare un mondo diverso da quello che qualcun altro per loro ha deciso. Coloro la cui mente chiusa non è in grado di concepire un mondo nuovo come quello che Lanthimos ci propone attraverso gli occhi di Bella Baxter, loro sì che sono davvero poveri.
Di Simona Rurale
Quando il suo viaggio incomincia come prima cosa scopre la natura animalesca dell’essere umano, gli istinti primordiali del piacere della carne che per lei non sono assolutamente un taboo, anzi, si domanda perché tutte le persone intorno a lei li reprimano. Perché non si può parlare di sesso in pubblico? Perché la prostituzione volontaria è sbagliata? Perché una donna che vende il proprio corpo non può decidere lei stessa con che cliente andare?
“Vuoi sposarmi o vuoi uccidermi?” è ciò che domanda Bella ad uno degli uomini sulla sua strada. Gli uomini che Bella incontra durante la sua avventura se prima pensano di poterla sfruttare (dati i suoi comportamenti infantili), rimangono sopraffatti e sottomessi. Resi folli, messi in crisi, smascherati per quello che sono: delle povere creature represse dalla società che loro stessi - in quanto uomini schiavi delle convenzioni sociali - hanno creato.
Le vere povere creature nel film sono proprio loro, coloro che non sono in grado di immaginare un mondo diverso da quello che qualcun altro per loro ha deciso. Coloro la cui mente chiusa non è in grado di concepire un mondo nuovo come quello che Lanthimos ci propone attraverso gli occhi di Bella Baxter, loro sì che sono davvero poveri.
Di Simona Rurale