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PRISCILLA

RECENSIONE

PRISCILLA​ - SPECIALE VENEZIA 80

Quando Elvis incontra Priscilla lei ha solo 14 anni. Elvis come un principe azzurro la porta nel suo castello di cristallo e da quel momento lei dovrà tenere vivo il focolare domestico.

​Priscilla deve vestirsi come dice Elvis, deve truccarsi come vuole lui, non lavora per sua esplicita richiesta e persino i momenti intimi le sono preclusi, anche da maggiorenne.

Priscilla vive in una lussuosa villa in cui predominano i colori pastello e viviamo attraverso i suoi occhi la gioia e il calore che prova alla presenza di Elvis, proviamo con lei la sensazione di essere importante per qualcuno. Molto presto però - quando tutti i nodi vengono al pettine: i tradimenti, le manipolazioni, gli eccessi, i maltrattamenti - quella bellissima villa diventerà una prigione, asettica e priva di ogni calore umano.
Picture
Sofia Coppola torna con un’estetica iper-femminile e una particolare attenzione per gli oggetti: smalti rossi, lunghi eyeliner, lacche per capelli e pettini per cotonarli. La personalità di Priscilla è come se si reggesse sugli oggetti che utilizza, come se lei stessa facesse parte di essi. Come se ,per Elvis, Priscilla fosse una bambola e facesse parte dell’arredamento della villa.

​L’estetica del film diventa specchio dell’anima della protagonista: un’anima impagliettata di diamanti ma senza gli strumenti giusti e la forza di dare voce ai suoi pensieri, alle sue necessità e alle sue idee.

Sofia Coppola trasmette questa disuguaglianza a partire dai corpi dei due personaggi: l’immagine di Elvis (Jacob Elordi) che tiene la piccola Priscilla (Cailee Spaeny) a cavalluccio sulle sue gambe (quando ,ricordiamo, lei aveva solo 14 anni) è utile ad accentuare una differenza di grandezze sia fisica che di potere. Questa incompatibilità Priscilla la scoprirà soltanto da adulta, divenuta donna finalmente avrà i mezzi necessari per prendere in mano la sua vita, una vita che se fosse rimasta con lui non sarebbe mai iniziata.

Quella di Priscilla, a conti fatti, non ha nulla di straordinario e fuori dal comune, al contrario, è una storia attualissima e ancora oggi ordinaria per molte donne. Per questo vale la pena raccontarla.

​Di Simona Rurale

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