RHEINGOLD - SPECIALE BIOGRAFILM 2023
“Giwar, nato dalla sofferenza” queste sono le prime parole che Giwar (Emilio Sakraya) ascolta, perché sono le prime parole che sua madre Rasal (Mona Pirzad) pronuncia subito dopo aver partorito il piccolo.
È nato in una caverna dove Rasal si è rifugiata per scampare dalle bombe durante la persecuzione curda, come a dirci che la vita di Giwar è partita subito in salita, ma senza troppi piagnistei, anche perché suo padre é un affermato musicista, e solo questo permette a Giwar e alla sua famiglia di poter essere rilasciati dalle carceri e trasferiti in Europa, alla ricerca di una vita migliore. In Francia prima, e poi definitivamente a Bonn, in Germania. La famiglia però non reggerà molto, perché Giwar, sua sorella e mamma Rasal vengono abbandonati dal padre, invaghito di una musicista della sua orchestra. Giwar presto dovrà adattarsi alla legge della strada e dovrà scalare le gerarchie di essa per poter ottenere il rispetto, ma con in testa e nel sangue sempre la musica, nello specifico quella hip hop che cambierà la vita di Giwar trasformandolo in Xatar (pericolo)
È nato in una caverna dove Rasal si è rifugiata per scampare dalle bombe durante la persecuzione curda, come a dirci che la vita di Giwar è partita subito in salita, ma senza troppi piagnistei, anche perché suo padre é un affermato musicista, e solo questo permette a Giwar e alla sua famiglia di poter essere rilasciati dalle carceri e trasferiti in Europa, alla ricerca di una vita migliore. In Francia prima, e poi definitivamente a Bonn, in Germania. La famiglia però non reggerà molto, perché Giwar, sua sorella e mamma Rasal vengono abbandonati dal padre, invaghito di una musicista della sua orchestra. Giwar presto dovrà adattarsi alla legge della strada e dovrà scalare le gerarchie di essa per poter ottenere il rispetto, ma con in testa e nel sangue sempre la musica, nello specifico quella hip hop che cambierà la vita di Giwar trasformandolo in Xatar (pericolo)
La Germania, la Nazione di Fatih Akin, perché se c’è un regista capace di raccontare storie di immigrati in grado di adattarsi al nuovo Paese - ma senza mai dimenticare le origini - quel regista è senza dubbio Fatih Akin. Che sorprendentemente, anche nella storia di Xatar: una storia vera, di un vero rapper, è riuscito ad integrare la sua vita, le sue storie, il suo cinema. Soltanto un regista come Fatih Akin poteva girare un film su Xatar con un legame così forte verso la storia che sta mettendo in scena. Dall’amore e la sensibilità che il regista ha verso la musica, alla forza che soltanto lui poteva dare alla vita da strada, alla piccola criminalità di Bonn e a quella più sviluppata di Amsterdam. E, ovviamente, soltanto Fatih Akin poteva girare le scene della resistenza curda con quella forza che da sempre attraversa il suo cinema, quella di una continua fuga verso terre migliori, ma con il sangue che resta sempre lo stesso e che Fatih Akin (come i suoi personaggi) non può dimenticare.
Basterebbe questo a rendere Rheingold un film grandioso, ma c’è di più, perché se il film è su Xatar, la vera protagonista è la musica, è l’hip hop. E mai prima d’ora un regista è riuscito a raccontare cosa sia l’hip hop come Fatih Akin, cosa sia importante raccontare nei testi e come si arriva ad essere un vero rapper, perché rapper non si diventa, ma si nasce e Giwar, nato dalla sofferenza, non poteva che essere Xatar, non poteva che essere un grande rapper.
Di Saverio Lunare
Basterebbe questo a rendere Rheingold un film grandioso, ma c’è di più, perché se il film è su Xatar, la vera protagonista è la musica, è l’hip hop. E mai prima d’ora un regista è riuscito a raccontare cosa sia l’hip hop come Fatih Akin, cosa sia importante raccontare nei testi e come si arriva ad essere un vero rapper, perché rapper non si diventa, ma si nasce e Giwar, nato dalla sofferenza, non poteva che essere Xatar, non poteva che essere un grande rapper.
Di Saverio Lunare