I SAW THE TV GLOW
Difficile incasellare in un solo genere I Saw The TV Glow, il film di Jane Schoenbrun in cui si sposano l’orrore e il fantastico, il dramma ed il coming of age, la nostalgia dei tanto amati anni 90’ qui calati in una veste nuova, illuminati dai colori al neon ma immersi in un’ atmosfera desolante, asettica e grottesca. Come un moderno Donnie Darko I Saw The TV Glow vuole raccontare il disagio generazionale di oggi: identità che non ci appartengono, assuefazione tecnologica, la realtà che sembra confondersi con la finzione, il desiderio di sparire per sempre.
I tanto colorati anni 90 del protagonista Owen, un ragazzino della seconda media, sono tristi e senza stimoli, la sua unica fonte di felicità è guardare con la sua unica amica Maddy una strana serie tv, The Pink Opaque (che secondo il padre è “una serie tv da femmine”), in cui le due eroine hanno dei poteri telepatici e vengono minacciate da uno strano mostro a forma di luna di nome Mr. Malinconia, che vuole trascinarle con lui nel mondo di Mezzanotte.
I tanto colorati anni 90 del protagonista Owen, un ragazzino della seconda media, sono tristi e senza stimoli, la sua unica fonte di felicità è guardare con la sua unica amica Maddy una strana serie tv, The Pink Opaque (che secondo il padre è “una serie tv da femmine”), in cui le due eroine hanno dei poteri telepatici e vengono minacciate da uno strano mostro a forma di luna di nome Mr. Malinconia, che vuole trascinarle con lui nel mondo di Mezzanotte.
Se solo a raccontarlo può sembrare strano, beh allora siamo sulla buona strada perchè I Saw The TV Glow è un film caotico e straniante, che prende direzioni inaspettate per tornare su temi, come quello dell’identità di genere, trattati nel cinema contemporaneo sempre di più frequentemente. L’assuefazione dalla serie tv e la conseguente identificazione nel corpo di qualcun’altro sono alcune delle tante allegorie che Jane Schoenbrun (regista non a caso transgender e non binaria) sfrutta per esplorare il tema in modo originale, contrapponendo un’estetica pop a scenari desolanti, creando una dicotomia grottesca e mai banale.
Cercare sé stessi altrove, trovare ciò che senti di essere in un’altra dimensione (nella televisione in questo caso) per poi confondere tutto e letteralmente, impazzire per sempre. Jane Schoenbrun ponendo il tema queer in modo delicato e non preponderante lascia spazio a molteplici chiavi di lettura che lo spettatore può adottare ponendosi la stessa domanda di Maddy riferendosi però ai media ed i social che ci circondano: “A volte non ti sembra che The Pink Opaque sia più reale della vita reale?”
Vedendo i Saw The TV Glow è impossibile non pensare ai deliri allucinati lynchiani e cronenberghiani, che si fondono al film indie tipicamente da Sundance. Un connubio che può sembrare strano ed infatti lo è eccome, ma laddove il rischio è quello di sfociare nel simbolismo più esagerato e retorico, il film riesce sempre a riordinare il disordine che crea.
Di Simona Rurale
Cercare sé stessi altrove, trovare ciò che senti di essere in un’altra dimensione (nella televisione in questo caso) per poi confondere tutto e letteralmente, impazzire per sempre. Jane Schoenbrun ponendo il tema queer in modo delicato e non preponderante lascia spazio a molteplici chiavi di lettura che lo spettatore può adottare ponendosi la stessa domanda di Maddy riferendosi però ai media ed i social che ci circondano: “A volte non ti sembra che The Pink Opaque sia più reale della vita reale?”
Vedendo i Saw The TV Glow è impossibile non pensare ai deliri allucinati lynchiani e cronenberghiani, che si fondono al film indie tipicamente da Sundance. Un connubio che può sembrare strano ed infatti lo è eccome, ma laddove il rischio è quello di sfociare nel simbolismo più esagerato e retorico, il film riesce sempre a riordinare il disordine che crea.
Di Simona Rurale