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SUR L'ADAMANT

RECENSIONE 

Sur l'Adamant - SPECIALE BIOGRAFILM 2023

Adagiato sulle acque del Senna, l’Adamant ha l’aspetto di una nave, ma al suo interno vengono accolti ospiti con disagi psicologici che animano le giornate grazie ad attività creative e ad incontri collettivi.

Nicholas Philibert ci trasporta all’interno dell’Adamant nel suo ultimo documentario, vincitore dell’Orso d’Oro alla 73ª edizione del Festival del cinema di Berlino, e lo fa con la forza di chi sa cosa significa parlare di essere umani, non cercando mai la pietà negli occhi dello spettatore, ma mettendo in primo piano le storie (squilibrate e deliranti, ma incredibilmente affascinanti) dei pazienti del centro.
Perché il fulcro del documentario di Philibert non risulta essere l’Adamant, ma chi lo frequenta, chi ogni giorno si reca nella struttura per svagarsi, per cercare di non pensare ai propri deliri attraverso la creatività. Esplicativo è il meraviglioso inizio del documentario, con “La bombe humaine” dei Telephone cantata a squarcia gola da un paziente del centro. Philibert ci indica immediatamente la strada del suo lavoro, pochi (ma significativi) momenti dove si parla di malattia, di cure, di problemi dovuti ad essa, in contrapposizione è presente tanta arte: la musica, la pittura e il cinema in primo piano.
Picture
​Per Philibert (e per chi dirige l’Adamant) è fondamentale il singolo individuo, il proprio stile, e le proprie idee, i pazienti del centro non sono soltanto numeri (come spesso accade) ma sono individui con personalità ben distinte e tratteggiate. Ed è la sequenza migliore di tutto il documentario ad elevare questo pensiero: una paziente del centro che rivendica animalmente una sua idea per un laboratorio di danza gestito da lei, non è stata ascoltata e quindi cerca usando toni molto accesi una maggiore considerazione. Perché all’interno dell’Adamant, per quanto squilibrate e deliranti possono essere (c’è chi è fermamente convinto che Wim Wenders si sia ispirato a lui e a suo fratello per creare i personaggi di Paris, Texas) chiunque ha delle idee e meritano di essere ascoltate. Adesso, grazie a Nicholas Philibert e al suo Sur l’Adamant, possiamo farlo.

​Di Saverio Lunare
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