THE SWEET EAST - SPECIALE BIOGRAFILM 2024
Un coming of age, un road movie, una satira sociale, un viaggio surreale nell’America più grottesca: questo e molto altro è The Sweet East, presentato in anteprima al Biografilm Festival 2024.
Sin dai primi minuti del film il regista Sean Price Williams e lo sceneggiatore Nick Pinkerton sembrano attingere alla favola che più di tutte si sposa con la storia di formazione: Alice nel paese delle meraviglie. Proprio come Alice, Lilian (Talia Ryder) diventa la protagonista della sua noiosa vita, guarda in macchina, canta una canzone per noi e poi attraversa lo specchio per entrare nel “paese nelle meraviglie” (nel suo caso abbandonando una gita scolastica a Washington, D.C dopo una bizzarra sparatoria nel pub in cui la classe di ragazzini passava una serata).
Come Alice, Lilian troverà sul suo cammino figure strambe e buffe (un ragazzo anarchico punkettaro con la sua banda di maldestri dissidenti e due esaltatissimi cineasti che la faranno diventare una piccola star del cinema), altre ancora ambigue e inquietanti (Simon Rex nei panni di un accademico con una spiccata simpatia per l’estrema destra, e un’ambigua volontà di portarsi a casa una ragazzina minorenne, o una comunità islamica in cui è resa prigioniera da un misterioso ragazzo).
Sin dai primi minuti del film il regista Sean Price Williams e lo sceneggiatore Nick Pinkerton sembrano attingere alla favola che più di tutte si sposa con la storia di formazione: Alice nel paese delle meraviglie. Proprio come Alice, Lilian (Talia Ryder) diventa la protagonista della sua noiosa vita, guarda in macchina, canta una canzone per noi e poi attraversa lo specchio per entrare nel “paese nelle meraviglie” (nel suo caso abbandonando una gita scolastica a Washington, D.C dopo una bizzarra sparatoria nel pub in cui la classe di ragazzini passava una serata).
Come Alice, Lilian troverà sul suo cammino figure strambe e buffe (un ragazzo anarchico punkettaro con la sua banda di maldestri dissidenti e due esaltatissimi cineasti che la faranno diventare una piccola star del cinema), altre ancora ambigue e inquietanti (Simon Rex nei panni di un accademico con una spiccata simpatia per l’estrema destra, e un’ambigua volontà di portarsi a casa una ragazzina minorenne, o una comunità islamica in cui è resa prigioniera da un misterioso ragazzo).
Insomma, guardando questo film non bisogna farsi troppe domande, gli eventi assurdi si susseguono uno dopo l’altro senza badare alla verosimiglianza di ciò che accade. Come in un trip allucinato la nostra Lilian viene sballottata dinanzi a queste strane creature americane e come un essere umano davanti alle gabbie di uno zoo, Lilian scruta la fauna e la flora del posto senza troppe domande, senza prendere posizioni a destra o sinistra, ma assorbendo tutto come una spugna per utilizzare nell’occasione giusta ciò che ha imparato sul suo surreale cammino.
The Sweet East si presenta con una forma sgrammaticata, all’apparenza granulosa ed irregolare e attinge alle avanguardie del passato (Lilian sembra quasi una piccola margheritina uscita da Desies di vera chytilová del 1966, oppure una ninfa uscita da Le fantasie di una tredicenne di Jaromil Jireš del 1970). Allo stesso tempo non può non rifarsi all’indipendenza americana di oggi, Sean Baker soprattutto è un punto di riferimento fondamentale per Sean Price Williams, e si sente.
Un connubio irresistibile.
Di Simona Rurale
The Sweet East si presenta con una forma sgrammaticata, all’apparenza granulosa ed irregolare e attinge alle avanguardie del passato (Lilian sembra quasi una piccola margheritina uscita da Desies di vera chytilová del 1966, oppure una ninfa uscita da Le fantasie di una tredicenne di Jaromil Jireš del 1970). Allo stesso tempo non può non rifarsi all’indipendenza americana di oggi, Sean Baker soprattutto è un punto di riferimento fondamentale per Sean Price Williams, e si sente.
Un connubio irresistibile.
Di Simona Rurale