Trenque Lauquen
Un oggetto enigmatico, Trenque Lauquen è un "ufo" cinematografico. 260 minuti (distribuito in due parti da 120 l'una) di mistero, non semplicemente narrativo ma anche e sopratutto formale. Perché il film di Laura Citarella non è facilmente riconducibile a opere passate, ha una sua singolarità (piaccia o no) ed è fortemente costituito da una personale visione cinematografica che rende la pellicola unica.
La prima sequenza ci mostra due uomini in forte apprensione, capiamo subito che stanno svolgendo un'indagine. I due sono Rafael (Rafael Spregelburd) e Ezequiel detto Chico (Ezequiel Pierri), l'indagine è finalizzata alla ricerca di Laura (Laura Paredes), studiosa di biologia e fidanzata di Rafael scomparsa da pochi giorni. Si apre così la pellicola di Laura Citarella, ma se pensiamo immediatamente a un giallo classico, presto verremo disorientati, perché il racconto della scomparsa di Laura non è lineare, anzi, nuove storie saranno scoperte, eventi apparentemente scollegati da quello di Laura prenderanno il sopravvento narrativo, ma esattamente come un mosaico, soltanto alla fine capiremo il perché queste storie sono il fulcro della scomparsa della donna.
La prima sequenza ci mostra due uomini in forte apprensione, capiamo subito che stanno svolgendo un'indagine. I due sono Rafael (Rafael Spregelburd) e Ezequiel detto Chico (Ezequiel Pierri), l'indagine è finalizzata alla ricerca di Laura (Laura Paredes), studiosa di biologia e fidanzata di Rafael scomparsa da pochi giorni. Si apre così la pellicola di Laura Citarella, ma se pensiamo immediatamente a un giallo classico, presto verremo disorientati, perché il racconto della scomparsa di Laura non è lineare, anzi, nuove storie saranno scoperte, eventi apparentemente scollegati da quello di Laura prenderanno il sopravvento narrativo, ma esattamente come un mosaico, soltanto alla fine capiremo il perché queste storie sono il fulcro della scomparsa della donna.
Girato con una Canon 5d, in 1080 pixel e 25 fps, Trenque Lauquen fa della sua voluta carenza di mezzi un punto di forza. Se per gran lunga dei 260 minuti il film è composto da parole che raccontano storie, avvenimenti, motivazioni; l'ultima parte del film è muta, con le immagini (fino a quel momento erano fondamentali sì, ma sempre servili al racconto) che diventano il soggetto, il centro di un'opera che si risolve attraverso di esse, perché le parole possono arrivare fino a un certo punto, così come le motivazioni, la volontà di capire cosa sia successo e del perché Laura è scomparsa (se n'è andata? è stata rapita o uccisa?).
Trenque Lauquen, cittadina a pochi chilometri da Buenos Aires, non è soltanto la cornice della pellicola, ma è la vera protagonista, un luogo che contiene una moltitudine di misteri, di situazioni irrisolte che sono sempre connesse al paese, alla sua composizione (ci viene detto che Trenque Lauquen significa "laguna rotonda") e al popolo di provincia, quello che è all'ombra della grande città. Grande città da dove proviene Laura, perché la biologa è a Trenque Lauquen per svolgere studi e co-condurre un programma radiofonico, in cui racconta (ancora una volta) episodi che hanno al centro le donne che hanno fatto la storia.
È forse questa la base di Trenque Lauquen? Laura Citarella fa sparire gli uomini dalla propria opera, lo fa utilizzando ironia e maestria registica, scompaiono allo stesso modo: con un mezzo mobile (il bus per Rafael e la propria automobile nel caso di Chico) e lo fanno senza aver concluso nulla, senza essere stati utili al nostro racconto e non sono assolutamente la motivazione della scomparsa di Laura. E se la donna stia semplicemente seguendo la sua natura?
Trenque Lauquen è un film incredibile, non è mai ciò che ci aspettiamo, e non è nemmeno ciò che vorremmo, ma è un'opera imprendibile, che forse capiremo dopo un mese dalla sua visione, o forse mai, ma questo poco importa. Ciò che conta è che il film di Laura Citarella ci è entrato dentro e, sicuramente, non ci lascerà più.
Di Saverio Lunare
Trenque Lauquen, cittadina a pochi chilometri da Buenos Aires, non è soltanto la cornice della pellicola, ma è la vera protagonista, un luogo che contiene una moltitudine di misteri, di situazioni irrisolte che sono sempre connesse al paese, alla sua composizione (ci viene detto che Trenque Lauquen significa "laguna rotonda") e al popolo di provincia, quello che è all'ombra della grande città. Grande città da dove proviene Laura, perché la biologa è a Trenque Lauquen per svolgere studi e co-condurre un programma radiofonico, in cui racconta (ancora una volta) episodi che hanno al centro le donne che hanno fatto la storia.
È forse questa la base di Trenque Lauquen? Laura Citarella fa sparire gli uomini dalla propria opera, lo fa utilizzando ironia e maestria registica, scompaiono allo stesso modo: con un mezzo mobile (il bus per Rafael e la propria automobile nel caso di Chico) e lo fanno senza aver concluso nulla, senza essere stati utili al nostro racconto e non sono assolutamente la motivazione della scomparsa di Laura. E se la donna stia semplicemente seguendo la sua natura?
Trenque Lauquen è un film incredibile, non è mai ciò che ci aspettiamo, e non è nemmeno ciò che vorremmo, ma è un'opera imprendibile, che forse capiremo dopo un mese dalla sua visione, o forse mai, ma questo poco importa. Ciò che conta è che il film di Laura Citarella ci è entrato dentro e, sicuramente, non ci lascerà più.
Di Saverio Lunare