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TROIS AMIES

RECENSIONE

TROIS AMIES - SPECIALE VENEZIA 81

​Dietro un’ingarbugliata serie di incontri relazionali si cela una storia di incomunicabilità umana, sia tra partner che nei rapporti amichevoli. Emmanuel Mouret decide di rappresentare questa incomunicabilità attraverso una fittissima dose di parole, dialoghi, discorsi che non vanno mai nella direzione risolutiva, questo affascinante controsenso è l’aspetto migliore del film di Mouret.
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Joan (India Hair) ha perso il sentimento nei confronti di suo marito Victor (Vincent Macaigne), quando decide di rivelarlo, l’uomo reagisce male e durante un’ubriacatura perde la vita in un indicente stradale. Joan superato lo shock cercherà di rifarsi una vita. Alice (Camille Cottin) è sua amica e collega, sposata con Eric (Grégoire Ludig) ma con la testa rivolta ad un misterioso uomo conosciuto grazie ad una chiamata. Nel mentre Rebecca (Sara Forestier), la terza inseparabile del gruppo ha una relazione segreta con Eric.
Picture
Una fitta rete di conoscenze, tradimenti, amori brevi e sbagli coniugali per questa commedia borghese dal tono alleniano.
Ciò che maggiormente non convince della pellicola è un’eccessiva durata. Trois Amies sarebbe stata una pregevole commedia se fosse rientrata nei canonici novanta minuti, delle lungaggini evidenti non permettono al film di elevarsi ad ottimo film.
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Nonostante questa grossa imprecisione, Mouret riesce comunque a regalare momenti di ottimo cinema, soprattutto grazie a delle intuizioni registiche non banali, come la sequenza finale che sembra quasi autocitarsi e prendersi in giro, attraverso un infinito loop interminabile di incomprensioni.

​Di Saverio Lunare


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