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WHEN EVIL LURKS

RECENSIONE

WHEN EVIL LURKS

​Come si valutano i film pandemici usciti dopo il Coronavirus? Se prima del 2020 vedevamo questi film con uno sguardo estraneo “Cosa potrebbe succedere se… ma tanto non accadrà mai”, post pandemia è cambiato il nostro modo di percepire queste pellicole, soprattutto se estreme, terrificanti e spaventose.

In un villaggio argentino, distante dalle grandi metropoli, un infezione demoniaca attacca gli umani trasformandoli in feroci assassini. Due fratelli: Pedro (Ezequiel Rodríguez) e Jimi (Demian Salomón) decidono di portare in salvo la propria famiglia, allontanandosi dal villaggio per raggiungere la casa di Mirtha (Silvina Sabater) donna che è a conoscenza di molte cose riguardanti la misteriosa pandemia.
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When Evil Lurks riempie lo spettatore di regole, per l’intera narrazione del film si aggiungono continuamente diktat che i personaggi devono seguire per sopravvivere, come se il film stesse cercando di creare un culto, un insieme di credenze tramandate di generazione in generazione. Se questa legenda narrativa può infastidire lo spettatore, ciò che lo sorprenderà del film di Demián Rugna è l’originale crudeltà messa in scena dal regista argentino. When Evil Lurks non elemosina in sequenze sanguinose e ricche di cattiveria visiva, merito anche del grande lavoro di Marcos Berta agli effetti speciali, sempre evidenti, con una computer grafica volutamente invasiva (ma ben gestita), che rimanda ai grandi B movie.
Picture
​Perché When Evil Lurks è fiero della sua essenza da film di Serie B e questa è la sua forza: descrizione di personaggi approssimative e mancanza di un vero e proprio arco narrativo intrigante. Rugna decide di soffermarsi sulla creatività visiva, su sensazioni primordiali del genere horror, When Evil Lurks fa paura perché ciò che ti mostra è crudele.

Tante sono le citazioni e gli omaggi a grandi maestri del passato: Carpenter, Cronenberg e soprattutto Narciso Ibáñez Serrador, omaggiato con una sequenza eccezionale ispirata dal finale del capolavoro del regista spagnolo: Ma come si può uccidere un bambino? (1976).

Un film sorprendente quello di Rugna, capace di unire il pandemico al demoniaco con originalità e rispetto nei confronti dei grandi capolavori del passato che omaggia. Imperdibile per gli amanti dell’horror, quello puro e privo di fronzoli finto-autoriali.

​Di Saverio Lunare

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