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WICKED

RECENSIONE

WICKED

Wicked si fa forte della scrittura dell'omonimo spettacolo di Broadway, scritto 20 anni fa da Stephen Schwartz e Winnie Holzman, della partecipazione di una delle popstar più popolari, Ariana Grande, e di un ingente carico produttivo. Colori pop, ironia, divertimento e una riflessione universale ed efficace sulla sorellanza e la diversità: la ricetta perfetta per creare un musical senz'altro spettacolare ma che rimane fortemente legato a un target popolare, talvolta tralasciando alcune sfumature caratteriali in nome di caratteri un po’ semplici privi di sfumature.

Non sorprende che sia già in cantiere un secondo capitolo, in uscita nel 2025, perché buona parte della riuscita del pacchetto perfetto sono sicuramente le due protagoniste. Diciamolo, la star credevamo tutti dovesse essere Ariana Grande, una performer nata (ovviamente), capace però di reggere anche quasi tre ore di pellicola come attrice. Tuttavia, è Cynthia Erivo la vera star dell’opera, che si vocifera essere sulla buona strada per una candidatura agli Oscar.
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La dicotomia tra bene e male sfuma e si ribalta laddove la “Strega Buona” di Ariana Grande, popolare, autoironicamente superficiale e narcisista si imbatte nella molto più preparata “Strega Cattiva” di Cynthia Erivo, emarginata per il colore della sua pelle, bistrattata da tutti ma con un potere inespresso che non può più rimanere represso.
Nel cast anche Michelle Yeoh, un’abilissima maga e insegnante, e Jeff Goldblum, che interpreta il Mago di Oz, entrambi simbolo di un potere corrotto, che le due protagoniste dovranno decidere se abbracciare per vivere senza problemi o combattere per autodeterminarsi. Volare in alto infrangendo ogni regola, anche la gravità, per non omologarsi alla vera malvagità. Quella più improbabile.

Picture
Divertono i battibecchi tra le due amiche-nemiche, ricordando cinematograficamente parlando quelle commedie teen un po’ troppo legate agli anni 2000, tra triangoli amorosi, bionde “stupide”, e infanzie difficili legate al bullismo. Ma mentre pensiamo di star assistendo ad un High School Musical con i maghi e un alto budget, alcuni temi si fanno avanti: il razzismo, l’arrivismo, l’intolleranza, la giustizia. Temi che fanno bene al target a cui il film è rivolto, restando sempre centrali e pervasivi, non sparendo mai dietro bellissime canzoni, coreografie sgargianti e storielle amorose.

Come in un archetipo di “Frozen” a Broadway, Wicked parla di tutto questo attraverso una semplice storia di sorellanza, portando in sala milioni di spettatori, e al cinema va bene così.

Di Simona Rurale


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