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TETSUO

RASSEGNA BUIO

TETSUO - L'URGENZA DI TSUKAMOTO TRA CARNE E METALLO

Prima della re-visione del lungometraggio d’esordio di Shinya Tsukamoto ero seriamente impaurito nello scrivere una recensione riguardo questa follia artistica, per le continue riflessioni che seguirono la prima visione del film qualche anno fa, ma appena compare a schermo la scritta “GAME OVER” ci si rende conto quanto, ancora oggi, sia un’opera di un’urgenza necessaria, tanto alla fine degli anni ’80 quanto nel 2025. Un proiettile impazzito pronto a trapassare la percezione sensoriale di chiunque ci si approcci.

Un uomo ossessionato dal metallo decide di innestare nel proprio corpo degli oggetti d’acciaio, come se volesse diventare una vera e propria macchina perfetta, com’è il corpo degli atleti esposti sulle pareti di casa sua. A seguito dell’infezione dovuta a questo feticismo, l’uomo inizia a correre per le strade disperate, finché non viene travolto dall’automobile di una giovane coppia.
I due decidono di sbarazzarsi del corpo, ritenendolo ormai deceduto, ma una maledizione è pronta ad abbattersi sul ragazzo che lo porterà a trasformarsi gradualmente in un ammasso di metallo.

L’opera di Tsukamoto è un grido di aiuto (o forse di piacere) disperato che ci presenta questo mondo formato solo di rottami, tubi e fili elettrici, dove l’essere umano non sembra essere più il personaggio principale, il metallo è il nuovo protagonista.
L’uomo è confinato ai margini dello schermo, inquadrato solo attraverso dei particolari o attraverso un oggetto di natura industriale (una televisione o una lamina di metallo).
Picture
L’erotismo è anch’esso figlio di una società ormai de-evoluta e post-industriale, dove la morte si confonde con l’orgasmo e dove il desiderio sessuale passa si per una forma fallica, ma fatta di metallo.
Per il regista di Tokyo sembra non esserci più speranza, è finito il gioco, come afferma la scritta alla fine dei titoli di coda. Le città sono deserte, abitate solo da palazzi e discariche di acciaio (forse ex esseri umani, ormai trasformati definitivamente in metallo). Il tutto accompagnato da una colonna sonora assillante, pervasa da percussioni metalliche perenni, dove le melodie di una classica soundtrack cercano di riemergere in rarissimi momenti, un po' come l’uomo che cerca di opporsi alla sua trasformazione. Sembra di vedere prender forma al delirio industrial e noise dell’album omonimo dei This Heat.

Tetsuo in conclusione altro non è che il tentativo di un autore di esprimere un’urgenza artistica, capace di trascendere lo schermo e farsi tesi sotto forma di rottami di metallo.

​Di Andrea Rossini

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