Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

THE BREAKING ICE

RECENSIONE

THE BREAKING ICE - IL TRIANGOLO SUL CONFINE DI ANTHONY CHEN

I confini imposti dall’essere umano come limitazioni inutili. Che siano essi i confini tra Stati, tra l’uomo e la natura, nelle relazioni sentimentali, quei confini che ci si auto impone tra i sogni del passato e la cinica realtà del presente, e infine anche dei confini più tangibili: quelli delineati da una tenda da doccia che impedisce a due corpi di toccarsi. Il nuovo film di Anthony Chen si presenta apparentemente come un classico mélo a tre, e in parte lo è, ma ciò che The Breaking Ice fa meglio è mettere in rapporto le giovani generazioni cinesi con i confini, sia geografici che mentali.
​
Nella regione cinese del monte Changbai, in prossimità con la Corea del Nord, la vita di tre ragazzi provenienti da tre diverse condizioni sociali e da altrettanti diversi luoghi della Cina, si intreccerà in giornate fatte di divertimento e gite per scoprire quei luoghi selvaggi e austeri che fanno parte dei margini della Nazione.

Così come in Castaway on the Moon (Lee Hae-jun, 2009) o nel più recente Il male non esiste (Ryūsuke Hamaguci, 2023), per trovare la pace e la quiete interiore bisogna sfuggire dalla caotica e logorante metropoli, bisogna avvicinarsi ad ambienti più “selvaggi” e che mettano in relazione il corpo e la mente con la natura. Ed è proprio il percorso che farà Hao Feng (Liu Haroan), giovane figura finanziaria di Shangai, alle prese con una profonda depressione e con tentazioni suicide. La decentralizzazione geografica attuata da Anthony Chen sul personaggio di Hao Feng, coincide con la sua conoscenza di Nana (Zhou Dongyu), che di mestiere fa la guida turistica ma che ha dovuto rinunciare ad una carriera nel pattinaggio professionistico a causa di un grave infortunio. Nel mezzo c’è Han Xiao (Qu Chuxiao) amico della ragazza e innamorato da sempre di lei, nipote di una ristoratrice, che ha deciso di trasferirsi al nord perché convinto di non avere grosse capacità per poter competere in una Cina logorante.
Picture
Il ritratto di una generazione che deve fare i conti con il proprio passato, ma che il regista decide di mostrarci pochissimo: non sappiamo praticamente nulla del passato di Hao Feng, scopriremo qualcosa con il passare della narrazione di quello di Nana e ci verrà detto pochissimo sul passato di Han Xiao. Ciò che importa in The Breaking Ice è il qui e l’ora, è il come questa generazione cerca di oltrepassare quel confine delineato dal proprio passato per andare avanti.

Nell’analisi sentimentale di questo triangolo amoroso che si viene a creare, ci viene in aiuto ancora una volta il tema del confine. Nel film di Chen è la donna a comandare, a dettare le regole e a suggerire che un’idea non più standardizzata di poli amore possa essere la soluzione per poter far coesistere quel rapporto. Idea che sbatte, però, con i confini sentimentali imposti dalla società e dal pensiero comune. E non è un caso che una delle sequenze più delicate e affascinanti dell’intero film mostri un confine tattile: quella tenda da doccia (già precedentemente citata) che va superata per poter toccare il corpo dell’altra persona, per poter avere un contatto fisico e passionale con chi si desidera.

Anthony Chen mostra una grande eleganza stilistica e una sapiente consapevolezza cinematografica nel mettere in scena una generazione che sbatte contro i limiti imposti dal mondo, con quei confini che vanno superati per poter stare bene e per tornare in possesso della propria vita.

Di Saverio Lunare

Email

[email protected]