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THE ENTITY

RASSEGNA BUIO

THE ENTITY: L'ORRORE SPIRITICO DELLA VIOLENZA SESSUALE - SPECIALE BUIO

La rassegna Buio — che ogni lunedì porta l’orrore nel cuore di Bologna, al cinema Europa — ha proiettato un film dall’incredibile e misterioso fascino. Un horror spiritico offuscato dal successo di Poltergeist (entrambi usciti nel 1982), che merita di essere riscoperto, evidenziandone la modernità — nonostante il forte legame produttivo con gli anni ‘80 — e il raro coraggio espresso dal suo regista e dalla sua attrice protagonista.

The Entity di Sidney J. Furie è la trasposizione dell’omonimo romanzo scritto da Frank De Felitta, ispirato alla vera storia di Doris Bither, che nel 1974 affermò di essere stata violentata da un’entità invisibile. Il nome fittizio scelto dal romanzo (e trasposto nel film) è quello di Carla Moran e a interpretarla è Barbara Hershey, quattro anni prima di Hanna e le sue sorelle (1986) che ne consacrerà il successo.
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Furie veicola l’horror spiritico per poter parlare di violenza e di come il corpo di una donna venga sfruttato politicamente, e competitivamente, da due poli accademici rivali. Quando Carla viene violentata dall’entità si rivolgerà inizialmente a un medico (il dottor. Sneiderman interpretato da Ron Silver), e successivamente a dei parapsicologi (tornati in voga con l’universo di The Conjuring creato da James Wan). Ed è la costruzione di questa rivalità e di come i due poli universitari (appartenenti alla stessa accademia) iniziano a voler sfruttare il corpo e la mente di Carla, uno dei focus fondamentali all’interno del film.

Sidney J. Furie sceglie — soprattutto attraverso una grande sequenza finale — di prendere una posizione netta e abbracciare il terzo polo: quello rappresentato dalla donna protagonista. Non importa se sia vero o no, che tipo di entità — scientificamente o para normalmente — essa sia, l’importante è stare con Carla, ascoltarla e sostenerla.
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E non è un caso che Barbara Hershey sia totalmente de-sessualizzata dallo sguardo del regista, a discapito di valutazioni mal sostenute di essere un film exploitation, che finge di ragionare sul tema dello stupro per poter mostrare e far divertire lo spettatore. The Entity è un film che ragiona anche sul piacere e sul desiderio, ma lo fa privilegiando ciò che la protagonista ha nella testa, e non ciò che ha sul corpo (messo in scena in maniera artificiosa e pupazzosa).

È ciò che fa l’horror moderno per eccellenza — basti pensare al Nosferatu di Eggers — ed è paradossale che The Entity sia un titolo così poco riconosciuto e così facilmente dimenticato. Buio è anche questo: riscoperta e rivalutazione (o meglio, giusta valutazione) di titoli e film forse usciti nel momento, nel posto e nel contesto sbagliato.
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Di Saverio Lunare
25/11/2025

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