THE EVE OF IVAN KUPALO: LE IMMAGINI GIALLO-BLU DEL FOLKLORE UCRAINO
Si chiude la quarta edizione della rassegna Buio — che ogni lunedì ha portato l’orrore nel cuore di Bologna, al cinema Europa in via Pietralata — con la proiezione di The Eve of Ivan Kupalo. Il film di Yurii Illienko tratto dal racconto di Nikolaj Gogol, scrittore già trasposto all’interno del cinema del folklore sovietico con Vij (1967), la pellicola di Georgij Kropacëv e Konstantin Eršov, presente all’interno della scorsa edizione della rassegna bolognese.
Una volta entrati nella concezione di che tipo di film si sta guardando, accettando il “compromesso” del complicato trasporto narrativo-onirico in una pellicola radicale e radicalizzata, si potrà godere di immagini che penetreranno per sempre dentro.
Con una composizione di paradžanoviana memoria — non a caso Illienko è stato direttore della fotografia per Le ombre degli avi dimenticati (1964), diretto dal grande regista macedone — e con un’eccezionale sequenza con protagonisti dei cavalli, degna di Ombre Rosse di John Ford, The Eve of Ivan Kupalo nella sua breve durata regala momenti di grandioso cinema.
Una volta entrati nella concezione di che tipo di film si sta guardando, accettando il “compromesso” del complicato trasporto narrativo-onirico in una pellicola radicale e radicalizzata, si potrà godere di immagini che penetreranno per sempre dentro.
Con una composizione di paradžanoviana memoria — non a caso Illienko è stato direttore della fotografia per Le ombre degli avi dimenticati (1964), diretto dal grande regista macedone — e con un’eccezionale sequenza con protagonisti dei cavalli, degna di Ombre Rosse di John Ford, The Eve of Ivan Kupalo nella sua breve durata regala momenti di grandioso cinema.
A sorprendere non è soltanto l’approccio pittorico e poetico della composizione del quadro, ma anche la capacità di muovere la macchina da presa con grande dinamismo all’interno di luoghi che non sembrano reali e che compongono intrinsecamente il folklore ucraino.
A risaltare nella palette variopinta delle inquadrature sono due colori: il giallo dorato della terra e degli sfarzosi costumi, e il blu, protagonista cromatico di un’inquadratura rituale, onirica e notturna. Sono colori non casuali, che compongono la bandiera dell’Ucraina all’interno di una narrazione faustiana in cui l’amore di un modesto bracciante nei confronti di una bella donna di ricca famiglia verrà “supportato” dalla tentazione del demone Bassurav che — esattamente come nell’opera di Goethe — propone un patto al piccolo uomo disposto a tutto per esaudire il proprio desiderio.
È un cinema sensoriale quello di Illienko, in cui anche una corda che viene spezzata nella sequenza finale del film sembra essere organica, come un cordone ombelicale che unisce i due amanti alle limitazioni dei padri-padroni. E non è difficile comprendere perché il film sia stato ostacolato dalla censura sovietica e sia stato riscoperto soltanto vent’anni dopo la sua realizzazione.
A risaltare nella palette variopinta delle inquadrature sono due colori: il giallo dorato della terra e degli sfarzosi costumi, e il blu, protagonista cromatico di un’inquadratura rituale, onirica e notturna. Sono colori non casuali, che compongono la bandiera dell’Ucraina all’interno di una narrazione faustiana in cui l’amore di un modesto bracciante nei confronti di una bella donna di ricca famiglia verrà “supportato” dalla tentazione del demone Bassurav che — esattamente come nell’opera di Goethe — propone un patto al piccolo uomo disposto a tutto per esaudire il proprio desiderio.
È un cinema sensoriale quello di Illienko, in cui anche una corda che viene spezzata nella sequenza finale del film sembra essere organica, come un cordone ombelicale che unisce i due amanti alle limitazioni dei padri-padroni. E non è difficile comprendere perché il film sia stato ostacolato dalla censura sovietica e sia stato riscoperto soltanto vent’anni dopo la sua realizzazione.
Buio 4 ci ha regalato un viaggio temporale e geografico all’interno delle narrazioni orrorifiche internazionali, passando dal folklore indiano a quello ucraino, dall’indipendenza low-budget alle produzioni da Oscar, dai grandi sequel contemporanei ai cult europei indimenticabili. Appuntamento alla prossima edizione della rassegna, ovviamente ogni maledetto lunedì al cinema Europa di Bologna.
Di Saverio Lunare
25/02/2026