Addiction Cinema
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
  • Home
  • I migliori film dell'anno
  • Sostieni Addiction Cinema
  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
  • Biografilm Festival
  • Il Cinema Ritrovato
  • RASSEGNA BUIO
Search by typing & pressing enter

YOUR CART

VULCANIZADORA

RASSEGNA BUIO

VULCANIZADORA: L'INDIPENDENTE E ASSURDA ESPIAZIONE DELLE PROPRIE COLPE - SPECIALE BUIO

​Joel Potrykus Inizia come Funny Games di Michael Haneke il suo Vulcanizadora, il film che è stato proiettato questo lunedì all’interno della rassegna Buio al cinema Europa di Bologna.

Un pezzo metal sostituisce la musica iniziale dolce e classica, con gli spettatori immediatamente proiettati all’interno dell’atmosfera e della durezza delle immagini che stanno per ricevere. Se in Funny Games la famiglia subirà un’intrusione dall’esterno che sconvolgerà il suo equilibrio, in Vulcanizadora sono i due protagonisti — inquadrati fin dalla prima scena di profilo, uno sovrapposto all’altro — a ribaltare la narrazione, fortemente disorientante nella prima metà, ma che con il passare dei minuti rivelerà la sua direzione.
Foto
​Marty (Joshua Burge) e Derek (Joel Potrykus) affrontano un viaggio all’interno dei boschi del Michigan. Portano con loro una piccola videocamera e un cavalletto, volenterosi di suggellare un patto dopo che Derek ha appena pagato la cauzione di Marty, arrestato per aver compiuto un incendio doloso.

L’espiazione delle proprie colpe all’interno di Vulcanizadora è filtrata dal dolore e dall’assurdo, e la pellicola segue questo percorso inizialmente attraverso l’isolamento dei due protagonisti, successivamente con il tentativo (fallito) di (re)integrazione sociale e relazionale. Cambia genere, ambientazioni e rapporti Joel Potrykus, che realizza un film indipendente nel senso più puro del termine — oltre ad averlo scritto, diretto e interpretato, lo ha anche montato — e che fa dell’unione di mondi così apparentemente distanti il suo punto di forza.
Foto
​Perché in Vulcanizadora l’austerità e la crudezza delle immagini riprese in 16mm, si fonde con il folle e comico autolesionismo dei Jackass, non a caso sarà fondamentale la piccola e portatile videocamera con cui catturare i momenti più grotteschi e assurdi. Per i protagonisti i video registrati su cassetta non sono soltanto delle prove di ciò che hanno fatto, ma anche un modo per poter ripercorrere le loro gesta, dando un senso — totalmente indipendente e personale — alla propria giustizia.
Clicca qui per sostenere Addiction Cinema
Di Saverio Lunare
20/01/2026

Email

[email protected]