I DIAVOLI
SPECIALE
I DIAVOLI - LE BRACCIA SACRE DEL POTERE
"Quello non era il diavolo! Ha parlato con la sua voce: la voce di una donna frustrata"
In The Devils di Ken Russell, la religione e la Chiesa diventano la riproduzione metaforica di una società dominata dagli abusi di potere, in cui ognuno ha un ruolo determinante nella perpetuazione delle gerarchie. Il recente restauro della pellicola e la successiva ridistribuzione in 4K, al cinema e in home video, riportano in superficie la tormentata storia di censura che ha accompagnato il film sin dalla sua realizzazione: dagli imponenti tagli di intere sequenze fino al sequestro delle copie in alcuni Paesi, tra cui l’Italia.
Il film, basato sul dramma teatrale omonimo di John Whiting, a sua volta tratto dal romanzo storico I diavoli di Loudun di Aldous Huxley, inizia nel 1634, con la morte del governatore di Loudun a causa della peste. Quando la cittadina francese viene minacciata dell'abbattimento delle sue mura difensive, il sacerdote libertino Urbain Grandier (Oliver Reed) prende temporaneamente il comando per permettere a Loudun di restare autonoma dal potere del re di Francia. La resa della città fa infatti parte di un progetto più grande a opera del Cardinale Richelieu (Christopher Logue): la realizzazione di “una nuova Francia dove Chiesa e Stato siano una cosa sola”, in cui il potere politico sarà assoluto e centralizzato. Un obiettivo che necessita quindi della distruzione dell’equilibrio pacifico tra cattolici e protestanti ancora in atto a Loudun.
Questa vicenda politica lascia spazio a un’altra riflessione sul potere, questa volta ambientata all’interno del convento delle Orsoline, diretto da Suor Jeanne des Anges (Vanessa Redgrave). La sola visione di Grandier scatena le fantasie della reverenda madre, che inizia a immaginarsi al di fuori degli abiti clericali, desiderabile e desiderata dal sacerdote. Grandier diventa così protagonista di alcune delle sequenze più iconiche del film, che lo vedono come Gesù Cristo che cammina sulle acque o scende dalla croce sotto lo sguardo adorante di Jeanne, che gli asciuga i piedi con i suoi capelli o lecca le sue ferite.
D’altronde, le suore conducono una vita contemplativa in cui molte cose sono proibite e il loro corpo diventa il punto focale della gerarchia di valori della Chiesa: da un lato, dimostrano la propria devozione infliggendosi dolore fisico; dall’altro, devono reprimere i propri impulsi in nome della fede. Anche i discorsi morali dei protagonisti lasciano emergere i paradossi del credo: il matrimonio è un sacramento, ma la verginità costituisce una virtù ancora più importante. La stessa Jeanne ammette che molte suore abbracciano la vita religiosa perché rappresentano un peso per le proprie famiglie o perché non riescono a sposarsi.
La Chiesa diventa così un luogo di apparenze, regole e squilibri al pari della società oltre le mura del convento. Qui gli uomini possono assecondare i propri istinti sessuali e violenti con la scusa di un fine più grande dietro le loro azioni, e guadagnare così potere attraverso la repressione delle donne, che devono confessare persino di aver provato rabbia, orgoglio o desiderio. La fede diventa un modo per nascondere il peccato anziché espiarlo.
La repressione di Jeanne viene ricondotta a una possessione demoniaca. E le altre suore, per emanciparsi e vivere finalmente le loro fantasie represse, fingono a loro volta di essere possedute, per poi essere sottoposte alle più vili torture da parte dei preti, che vogliono ristabilire l’ordine davanti alla folla. Ma l’umiliazione delle Orsoline serve, in realtà, a tornare alla questione politica principale: togliere di mezzo un personaggio scomodo come Grandier, accusato di aver stretto un patto col Diavolo per corrompere la purezza delle religiose, distraendo così la folla dai problemi reali di Loudun.
Esistono diverse gerarchie di potere, e ognuna stabilisce le proprie priorità. Quando il fine è preservare l'ordine morale della società e la reputazione della Chiesa, le donne devono essere pure; quando, invece, l'obiettivo è eliminare un personaggio scomodo, possono essere umiliate in pubblica piazza. Anche chi si rende conto dell'assurdità della situazione non interviene direttamente: il re di Francia dimostra — presentandosi sotto mentite spoglie — come i preti abbiano costruito un'attenta messinscena, ma non fa nulla per fermare le loro barbarie.
Gli spazi oppressivi delle mura di Loudun o del convento delle Orsoline — la cui estetica asettica richiama più un luogo di torture che un luogo da abitare — trovano sostegno visivo nella fotografia di David Watkin, che predilige una luce morbida, quasi naturale, in contrasto con le scenografie avanguardiste di Derek Jarman e i costumi barocchi di Shirley Russell. La palette di colori freddi di Loudun contrasta efficacemente con quella accesa e saturata degli abiti della corte di Luigi XIII e del Cardinal Richelieu, a indicare simbolicamente che gli eccessi sono permessi soltanto ai vertici della gerarchia.
Anche il montaggio parallelo, tratto distintivo del film, intreccia le vicende in modo da evidenziare criticamente l'assurdità e l'immoralità delle azioni dei personaggi. Rende inoltre vivide le fantasie di Jeanne mentre si strugge nelle preghiere, facendoci vivere con lei i suoi tormenti e completando così il suo ritratto complesso, valorizzato anche dall’interpretazione magnetica di Vanessa Redgrave.
Questi eccessi, tipici del cinema di Ken Russell, rendono paradossalmente più reali i personaggi, i quali sono schiacciati dall’ambiente circostante, anche all’interno delle inquadrature, e al contempo indagati dalla macchina da presa nei loro contrasti e nelle loro intenzioni tramite primi piani dei volti, soggettive e movimenti vorticosi nei momenti di estasi e durante gli esorcismi.
È proprio questa indagine, al contempo spietata e stravagante, dei meccanismi di potere a rendere il film attuale e scomodo oggi come nel 1971. La sua stessa storia di censura ne conferma le tesi, spingendoci a domandarci chi siano i diavoli nella nostra dimensione, ma soprattutto quale gerarchia di potere permetta loro di esistere.
Di Roberta Bellia
22/10/2026