L'AMORE DELLA TUA VITA
RECENSIONE
L'AMORE DELLA TUA VITA - LA GRAZIA DELLA SUPERFICIE
Mangiare la torta nuziale seduti in mutande sul pavimento del bagno, a lume di candela. Non per aggiungere una nota di artificiale romanticismo a una situazione che sarebbe già perfetta al naturale, ma perché un monsone ha fatto saltare la corrente per ore e non c’è alternativa. Poi, visto che al diluvio si accompagna un’afa soffocante, immergersi nella vasca piena d’acqua ghiacciata che fino a poco prima ospitava bottiglie di champagne. Un matrimonio improvvisato in casa, celebrato nonostante la tempesta, ballando con gli amici più cari sulle note di Ophelia dei The Lumineers.
È una malinconica visione di quello che poteva essere, la realizzazione di un sogno ormai scaduto: quello di chi, dieci anni fa, ascoltava veramente i The Lumineers e i Cigarettes After Sex immaginando fughe d’amore salvifiche destinate a concludersi con nozze a sorpresa — come nel videoclip di Sleep on the floor, sempre dei The Lumineers — e poteva ancora permettersi di conservare un po’ di ottimismo per il futuro. Questo era L'amore della tua vita, prima di andare a sbattere contro la realtà: quella della pandemia del 2020, che spezza l’idillio in apertura e i sogni degli idealisti di cui sopra, ma anche e soprattutto quella dell’incapacità di sviluppare il dramma che ne consegue.
Forse doveva essere una serie: è il pensiero che viene spontaneo, in particolare per chi conosce prodotti televisivi dall’impianto simile, come Normal People (2020) e Dieci Capodanni (2024). L’attenzione all’esplorazione dei sentimenti, l’ampio arco della vicenda e la varietà di personaggi, luoghi e situazioni sembrerebbero prestarsi meglio a una narrazione a puntate. Di fatto, sarebbe bastato che fosse un film diverso, che si prendesse il tempo di far conoscere i personaggi, che permettesse di affezionarsi e di empatizzare con loro; che non si perdesse dietro un susseguirsi entropico di salti temporali e paesaggi da cartolina, sacrificando a immagini mozzafiato la complessità delle vicissitudini personali e collettive che vorrebbe raccontare.
L'amore della tua vita, infatti, desidererebbe tanto, ma non riesce mai ad andare fino in fondo sul piano della catarsi. Va a risvegliare il terribile ricordo del COVID per trasformarlo in un dispositivo puramente narrativo: l’epidemia genera l’evento che segna il cambio di tono nella trama, crea l’atmosfera asfissiante che lo precede e poi viene dimenticata per un bel po’, salvo essere menzionata un’ultima volta verso la fine ma ancora en passant, roba che viene da chiedersi cosa ne penserebbe Adorno.
Pure la depressione, tema altrettanto delicato ma oggi più maneggevole, visto quanto è diventato ricorrente nella cultura pop, viene affrontata in maniera inadeguata, quasi da manuale. Ironico perché, nonostante il modo abbastanza banale in cui viene rappresentata la malattia mentale — che ben si presterebbe a slanci tragici o intensi silenzi — a Margaret Qualley, che interpreta la protagonista Maya, non viene data nemmeno un’occasione per brillare in un film che si regge comunque interamente sulle sue spalle.
Non basta ricordare che Maya ha una personalità esplicitamente respingente per giustificare l’impossibilità di avvicinarsi a lei. Lo spettatore ha conosciuto la Tiffany di Jennifer Lawrence nel 2012 (in Il lato positivo) e incontrato la Nora di Renate Reinsve solo qualche mese fa (in Sentimental Value): ormai è abituato a confrontarsi con antieroine anche parecchio antipatiche, per un motivo o per l’altro. Senza andare a scomodare un esempio più lontano come la Mona di Sandrine Bonnaire del 1985 (in Senza tetto né legge), che però è forse quella a cui Maya dovrebbe somigliare maggiormente.
A rovinare L'amore della tua vita, dunque, è proprio quello che lo rendeva accattivante all’inizio: la patina estetica, che purtroppo continua a velarlo pure quando non ce n’è — e non può essercene — più bisogno. Peccato, perché poteva essere un film profondo oltre che bello, ma resta in superficie, anche se con la grazia di un’Ofelia.
Di Isabella Gautero
21/10/2026