MAKING MARIE ANTOINETTE
RECENSIONE
MAKING MARIE ANTOINETTE - ELEANOR E LO SGUARDO MATERNO SUL SET PIÙ AMBIZIOSO DI SOFIA
Da oltre 80 ore di riprese realizzate da Eleanor Coppola sul set del film diretto da sua figlia Sofia, Marie Antoinette (2006), è stato realizzato — vent’anni dopo l’uscita della pellicola e due anni dopo la morte di Eleanor — il documentario Making Marie Antoinette, finalizzato da Sofia Coppola, co-prodotto dagli USA e dall’Italia e distribuito nel nostro paese da MUBI.
Making Marie Antoinette, prima di essere un documentario sul making of di un set, è un documentario in cui una madre osserva sua figlia lavorare, e lo fa con la premura tipica di una mamma: facendo chiamare un medico quando sua figlia ha la bronchite, subendo il suo stress durante un momento di burnout e percependo l’ansia quando la raggiunge il suo ragazzo sul set. E mentre Eleanor osserva sua figlia al lavoro, guarda anche se stessa, quello che — soprattutto per motivi generazionali — non ha potuto essere e non ha nemmeno mai pensato di poter diventare; ma senza provare rimorsi, quanto con l’orgoglio di vedere lavorare in ambito creativo — che da sempre ha fatto parte della famiglia Coppola — sua figlia.
Le riprese dal set vengono accompagnate da alcuni monologhi estrapolati dai diari di Eleanor, interpretati dalla voce di Diane Lane, in cui la documentarista racconta il suo lavoro durante le riprese. Immedesimandosi in una pescatrice che deve catturare i momenti giusti, Eleanor riprende gli sguardi di Kirsten Dunst (protagonista di Marie Antoinette) nei momenti di pausa, dove probabilmente, sottolinea la regista, vorrebbe soltanto staccarsi dallo sguardo perpetuo delle macchine da presa; o l’estrema simpatia di un instancabile Jason Schwartzman, nel ruolo di Luigi XVI nel film di Sofia Coppola, che ha sempre la battuta pronta, e ancora il lavoro minuzioso di Milena Canonero nel realizzare i costumi e degli scenografi K.K. Barrett e Véronique Melery nel lavorare ai dettagli visivi del film.
Making Marie Antoinette è un film sullo sguardo di una madre, su un rapporto generazionale e su sentimenti veri provati da persone e personalità che spesso vengono messe sul piedistallo, all’interno di bolle, ma che, questo documentario ci ricorda, sono anche delle figlie, e come tutte le figlie a volte sono amorevoli e altre volte naturalmente insopportabili.
Di Saverio Lunare
26/10/2026