MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE?

RECENSIONE

MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE? - L'EVOLUZIONE DEL TRAUMA - SPECIALE VENEZIA 83

​Il cinema viscerale di Shin’ya Tsukamoto per la seconda volta incontra la lingua inglese — dopo il terzo capitolo di Testuo del 2009 — in quella che è la produzione economicamente più importante della sua carriera.

Il biopic su Allen Nelson (Rodney Hicks) — veterano della guerra in Vietnam affetto da stress post-traumatico — attraversa tre fasi della sua vita tramite le sedute psicoterapeutiche che l’uomo sostiene dal Dr. Daniels (Geoffrey Rush). Nella prima parte osserviamo la sua esperienza sul fronte, ed è qui che Tsukamoto fa emergere il suo cinema nudo e crudo, non elemosinando nella crudeltà visiva, associando elementi materici alle sensazioni vissute dal protagonista. Nella linea narrativa centrale del film, viene analizzato il ruolo che il percorso psicoterapeutico ha avuto per il superamento del PTDS e nell’elaborazione di ciò che è stato per poi tramandarlo alle nuove generazioni, evidenziando cosa davvero significa, ed è significato per Allen Nelson, arruolarsi ai Marines.
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​Il racconto dell’elaborazione del trauma, dalla problematica infanzia alle brutalità viste e commesse in Vietnam, evita l’accondiscendenza nei confronti del singolo. I rapporti geopolitici non sono presenti all’interno del film, in Mr. Nelson, Did You Kill People? —​ così come nel suo precedente film Hokage - Ombra di fuoco ​— Tsukamoto è interessato alle conseguenze personali psico-fisiche dei conflitti bellici, e in questo è perfettamente coerente con il suo cinema fatto di mutazioni, di cambiamenti carnali e mentali.

Se da una parte Tsukamoto non si adegua visivamente alle convenzioni di certo cinema bellico statunitense, dall’altra non riesce totalmente a conservare la sua asciuttezza narrativa, prolungando la pellicola in direzioni che avrebbero necessitato maggiore concisione, soprattutto nella seconda parte del film in cui i troppi finali rischiano di appesantirne la visione.

Con la sua pellicola, il regista giapponese inaugura uno dei grandi temi che si preannuncia essere protagonista anche nelle giornate successive, all’interno di un concorso ricco di socio-realismo.
Di Saverio Lunare
04/09/2026