POSSESSION
RASSEGNA BUIO
POSSESSION - IL MOSTRO DELLA RELAZIONE - SPECIALE BUIO 5
Il capolavoro di Andrzej Żuławski ha inaugurato la quinta edizione di Buio, la rassegna dedicata all’orrore al cinema Europa di Bologna. Difficilmente poteva esserci un inizio migliore; Possession è l’horror che forse più di tutti rappresenta l’apice del cinema di autodistruzione relazionale, dello stare insieme che diventa oppressione, sabotaggio, malessere psico-fisico; con l’orrore più terrificante di tutti: quello che riguarda i comportamenti insiti nell’essere umano e la loro deriva apparentemente mostruosa, inumana.
Come una creatura creata da Carlo Rambaldi, il cinema di Żuławski ti entra dentro, più le sue opere vengono riguardate, più assorbono lo spettatore possedendolo internamente. Il suo film più noto, uscito nel 1981, è ambientato nella Berlino separata dal muro, contesto perfetto per rappresentare la divisione sentimentale tra Mark (Sam Neill) e sua moglie Anna (Isabelle Adjani), in un declino sul possedimento fisico e mentale, che si trasforma in proiezioni di deformità polimorfa capace di soddisfare il desiderio asfissiato dall’oppressione relazionale, e di angeliche presenze che rispecchiano l’ideale di donna — desiderato dal retaggio maschile — che si prende cura del focolare domestico.
Il film del regista polacco possiede due delle interpretazioni più grandi della storia del cinema: uno straordinario Sam Neill che nel cinema di follia lovecraftiana ha dato il meglio di sé — Il seme della follia di John Carpenter, insieme a Possession, ne è la dimostrazione più lampante — e la leggendaria interpretazione di Isabelle Adjani, diventata icona di un cinema corporale, in cui i liquidi e le viscere diventano protagoniste rappresentative di ciò che viene provato internamente.
L’equilibrio impossibile tra fede e fortuna è il nucleo del rapporto tra il bene e il male, tra il sesso e la morte, tra il credere in un’entità che governa le nostre scelte e l’abbandonarsi al proprio destino, che per il regista — esplicitamente ateo — si esprime nella costante ricerca di una parte mancante dell’essere umano, che non può essere divina, e quindi è fisica, estremamente passionale, tattile come il godimento, la carne o la morte.
Benvenuti a Buio 5.
Di Saverio Lunare
06/10/2026