THE VANISHING
RASSEGNA BUIO
THE VANISHING - LA SOFFOCANTE ANGOSCIA DENTRO UN'APPARENTE NORMALITÀ - SPECIALE BUIO 5
Il cult del 1988 diretto da George Sluizer è stato proiettato durante la quinta edizione della rassegna Buio al cinema Europa di Bologna, in una bellissima copia fornita dall’EYE Filmmuseum di Amsterdam. Sluizer è un regista celebre quasi esclusivamente per The Vanishing (Spoorloos) — arrivato in Italia con il titolo Il mistero della donna scomparsa — e per il suo remake americano The Vanishing - Scomparsa, realizzato nel 1993, con Kiefer Sutherland e Jeff Bridges nel cast. A differenza del doppio Funny Games di Michael Haneke però, la versione americana del film di Sluizer è molto più ammorbidita rispetto all’angosciante pellicola originale.
The Vanishing inizia proprio come Funny Games di Haneke, con una macchina in viaggio e una tranquillità apparente dell’inizio di una vacanza, interrotta da un evento che funge da premonizione dell’incubo che i protagonisti vivranno: l’auto resta senza benzina all’interno di una galleria, al buio, con la claustrofobica sensazione di non avere una via d’uscita. Immediatamente Saskia (Johanna ter Steege) associa l’evento a un incubo che ha fatto la notte precedente. Sluizer imposta subito l’atmosfera del suo film, dalla prima sequenza lo spettatore viene catapultato nell’angosciante sensazione di chiusura, che aumenterà progressivamente minuto dopo minuto, passo dopo passo.
A seguito della misteriosa scomparsa di Saskia in una sosta di servizio, il suo compagno Rex (Gene Bervoets) non si rassegna e anche tre anni dopo continua ad affiggere manifesti e a fare appelli televisivi, rivolgendosi in prima persona al presunto rapitore. Nel mentre osserviamo la vita di Raymond (Bernard-Pierre Donnadieu), professore e padre di famiglia che nasconde dentro la sua normale quotidianità un oscuro lato sociopatico.
Lo spettatore scivola presto all’interno dell’analisi dei comportamenti umani, perdendo interesse per il giallo, focalizzandosi sull’ossessione per la perdita e sulla terrificante e straniante immedesimazione nell’apparente quotidianità di una mente malata, spinta al limite da pensieri sulla dicotomia della luce e del buio, abbandonandosi a impulsi che normalmente vengono repressi.
Il regista olandese riempie il film di soluzioni visive che rappresentano la reciproca deriva mentale di Rex e Raymond; dai ragni intrappolati nel cassetto, al bug di un proto internet del periodo, in cui digitando il nome della sua attuale ragazza, Rex visualizza soltanto quello di Saskia che viene riprodotto in loop nello schermo del computer.
La rassegna Buio 5 continua a raccontare l’orrore in tutte le sue forme, nel film di George Sluizer il terrore viene trasmesso attraverso la paura e l’angoscia mentale nei confronti di uomini ossessionati, angoscia celata in una costante e inquietante sensazione di normalità.
Di Saverio Lunare
28/10/2026